TRE MOTIVI PER EVITARE DI SPUTARE IN FACCIA AL PD QUESTA SETTIMANA

1. le primarie possono avere un favorito, ma non si può negare che siano primarie vere, con un vero dibattito interno e con 3 persone che rappresentano un idea di centro sinistra aperto, dialogante e inclusivo. Tre idee diverse di partito, organizzazione, con l’idea comunque che sono più le cose che uniscono di quelle che dividono. Se non avete ancora capito le dinamiche delle primarie, continuerete a parlare di lotte e spaccamenti, altrimenti potreste vedere che esiste anche uno spiraglio  che è il confronto tra idee;
2. il PD ha votato compatto per la decadenza di un senatore colpevole al terzo grado di giudizio. Se mi rispondete “Eh, ma SE”, io rispolvero l’ever green Se mia nonna avesse le ruote (il resto lo sapete)
3. Il gruppo PD, in Regione, è scivolato fuori dall’inchiesta “Rimborsopoli”. Il gruppo Insieme per Bresso e Uniti per Bresso dovranno rispondere, insieme agli altri, delle proprie spese. Ma il gruppo PD ha gestito le proprie finanze in maniera corretta. L’intera maggioranza no, (salvo casi singoli) e per questo il PD ha preso la decisione di dimettersi, prima dalle cariche istituzionali (presidenze e vicepresidenze commissioni) e poi, dopo aver affrontato necessarie tappe (bilancio della Regione e legge elettorale), dal consiglio regionale. Ora lo segue in questa scelta anche quasi tutto il resto dell’opposizione. Dico quasi, perché il M5stelle non parla di dimissioni. Dice Grillo che raccoglierà le firme tra i cittadini per cacciare Cota. Quando parlate di demagogia, mirate bene l’obiettivo. 

all’alba del nuovo giorno..

Oggi inizia una nuova era, dicono.

 
E per tutti, per chi grida al complotto e per chi si sente liberato dalla figura mefistofelica di Mr. B, questo ha a che fare con la sua espulsione dal Senato.
 
Come molti – tutti- sanno, io non ho mai, mai e ancora mai pensato al politico B e all’imprenditore B come a un uomo da cui prendere esempio, seguirne la strada, men che mai votarlo.
Ma la giornata di ieri per me è importante per due motivi, uno politico, uno, potrei dire, da “uomo di strada”. E forse i due punti si confondono tra loro.
 
Innanzitutto, ancora una volta in questi giorni, vorrei sottolineare che il PD ha votato compatto e Napolitano non ha firmato nessuna grazia. 
In secondo luogo, e per me è anche più importante, un uomo che è stato giudicato colpevole, nonostante sia uno degli uomini più potenti d’Italia, ha dovuto sottostare alla legge.
 
Io qui non parlo della vicenda legale. O meglio, penso che se lui ritiene di essere innocente, ha tutto il diritto di urlarlo in pubblica piazza e avendo la possibilità di avere i migliori avvocati della nazione, faccia bene a utilizzarne le competenze.
Ma la legge va rispettata. E un uomo potente non dovrebbe mai pensare di muovere tutti i fili che ha per sviare da una sentenza, anche quando la ritiene ingiusta
 
Sappiamo bene come la vicenda Cancellieri, il caso Parmalat o i mille casi di “lei non sa chi sono io” sono la base dell’insoddisfazione del cittadino. Non a torto. Un Paese normale è un Paese con delle regole giuste e che siano rispettate. Anche quando non le condividiamo. Possiamo lottare per modificarle, ma dobbiamo rispettare le leggi. 
Ecco, da oggi questo è un Paese un po’ più normale. E forse inizia, per questo, una nuova Era.
P.S. un unico rammarico, non averlo sconfitto alle elezioni. Perchè se lui non sarà più, per un po’, un protagonista attivo della politica italiana il consenso che continua ad avere nel Paese rappresenta la verà drammatica eredità che questa era ci lascia.

Una giornata per dimostrare di essere uomo

Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne.

Bene.
E’ giusto ricordarlo. E’ giusto ricordare le vittime, i loro nomi, il fatto che nel mondo 1 donna su 3 ha subito violenza.
 
E’ giusto fare i conti per adattare quella cifra alla nostra rete di conoscenza.
 
E’ importante, soprattutto, spostare l’attenzione per un attimo dal dolore di chi subisce, al protagonista di questa giornata. L’uomo violento.
 
Quando mena, quando annienta psicologicamente.
 
E capire che tra quegli uomini avrei potuto esserci anche io, se non avessi avuto la fortuna di avere degli esempi positivi.
Una famiglia in cui i ruoli non sono determinati dal sesso, ma dalle questioni pratiche da affrontare. Da una madre che ha insegnato a noi tutti, figli maschi inclusi, a piegarci per pulire bene il pavimento del bagno, e un padre che cucina per gusto per tutta la famiglia.
 
A una scuola pubblica che ha motivato e stimolato le mie compagne perché ottenevano risultati ottimi, anche nelle materie considerate meno adatte alla donne, secondo i luoghi comuni. A una moglie che è medico, alla faccia dei pregiudizi.
 
E così oggi ricorderò con un attimo di concentrazione in più i nomi delle vittime (in Italia e altrove) ma mi ricorderò che se voglio che mia figlia cresca libera dal pregiudizio maschilista e il mio figlio che sta per arrivare sia rispettoso delle persone, a prescindere dal sesso e dall’etnia, sarò io il primo a doverlo dimostrare, tutti i giorni, con l’esempio.