
Grazie a tutti voi per essere qui oggi, ai colleghi del Comando di Polizia Municipale, ai rappresentanti delle associazioni, agli assessori e ai consiglieri comunali.
Oggi celebriamo San Sebastiano, il santo patrono delle Polizie municipali di tutta Italia.
Questa ricorrenza dà l’opportunità, a noi amministratori e ai rivaltesi tutti, di riconoscere l’impegno e la professionalità delle donne e degli uomini del nostro corpo di Polizia locale, che ogni giorno lavorano per garantire la sicurezza e il rispetto delle regole nella nostra comunità.
Diciassette professionisti che svolgono i loro compiti con dedizione e umanità. Qualità che, sempre dosate con equilibrio, si traducono in una presenza costante e disponibile: fuori dalle scuole, in mezzo alla strada, al mercato, a gestire un incidente – non solo il traffico ma anche le ansie e le preoccupazioni delle persone coinvolte. E poi le tante. tantissime grandi e piccole questioni: dalle colonie feline alle spunte nei mercati, dai funerali alla presenza durante le cerimonie civili.
Per ascoltare, aiutare, spesso fare da tramite con il palazzo comunale.
San Sebastiano, il miles romano martirizzato dall’imperatore Diocleziano per aver sostenuto la sua fede nel cristianesimo e che la Chiesa ha innalzato alla dignità di santo, rappresenta un esempio di quella dedizione e di quel senso del dovere che ispirano l’impegno quotidiano degli agenti per garantire la sicurezza e la serenità dei cittadini.
C’è chi vorrebbe trasformare i civich in un nuovo reparto mobile, chi vorrebbe scaricare su di voi, e su di noi, compiti e responsabilità che appartengono a Carabinieri e Polizia di Stato. Anche a Rivalta, soprattutto in questa stagione, quando i furti negli appartamenti aumentano, c’è chi addossa le responsabilità a voi e a noi. Noi ce la prendiamo, perché siamo l’istituzione più prossima ai cittadini, ma sappiamo che abbiamo armi e mezzi spuntati contro questo genere di fenomeni.
Attenzione, però. Sicurezza nella nostra comunità non è sinonimo di “repressione”. Per noi vuol dire fiducia, collaborazione, rispetto. E tanta solidarietà. Questa è una cifra che la nostra Polizia Municipale ha da sempre, maturata nel corso di tanti anni di servizio e tramandata dai più anziani ai più giovani.
Un rapporto che si costruisce con il tempo e con la perseveranza, giorno dopo giorno, che si costruisce, lo dico ai più giovani, imparando a conoscere i rivaltesi e le rivaltesi, i commercianti, le associazioni, i parroci e i farmacisti.
Solo così è possibile costruire un rapporto di fiducia e rispetto con la nostra comunità.
Solo così possiamo mettere in campo quel concetto di sicurezza di prossimità e vicinato che può aiutarci nel nostro lavoro.
Solo così si irrobustisce la collaborazione all’interno di un comando che, negli anni, è cresciuto per numero di personale e per impegni e carichi di lavoro svolti.
Un gruppo di colleghi certamente diverso dagli altri uffici del Comune, che troppo spesso – e con Beppe stiamo cercando di cambiare questo atteggiamento – si sente altro dal comune. Certo il vostro ruolo e i vostri compiti non sono sostituibili da altrettanti colleghi presenti a Palazzo: cambiano le mansioni, cambia la collaborazione, cambia l’affiatamento. Sia quando si esce di pattuglia, sia quando si lavora alla scrivania.
Permettetemi, in questo caso, di scomodare l’abusata similitudine della “famiglia”: magari allargata, qualche volta con nuovi arrivi che devono trovare pian piano l’amalgama e l’armonia con chi ha qualche anno in più di servizio.
Comunque un gruppo, che lavora insieme per un unico fine: offrire un servizio, puntuale e preciso. Che spesso non finisce archiviato in un faldone polveroso su qualche scaffale, ma si traduce in capacità di analisi, decisioni e gesti che hanno un risultato immediato.
Prima di passare al vero motivo per cui siamo qui oggi voglio però ringraziare Alex Perlo, Alexandro Salomone e Pasquale Russo che qualche giorno fa insieme ai colleghi del Consorzio Socio Assistenziale hanno gestito una situazione tutt’altro che semplice. La responsabile del CIdiS, e le assistenti sociali che erano sul posto con voi, hanno apprezzato il vostro operato, si sono sentite protette e supportate e hanno voluto in più occasioni manifestarmi gratitudine. Sentimento che mi ha riempito d’orgoglio e che rimando a voi Per questo ho condiviso con il vostro comandante la decisione di premiarvi con un encomio che arricchirà il vostro fascicolo personale.
A coordinare il lavoro dei nostri agenti e dei nostri ufficiali il comandante Giuseppe Tisi, che oggi premiamo per aver raggiunto il traguardo dei 35 anni di servizio. Giuseppe Tisi è entrato in servizio a Rivalta nel 1988. Nel 2008 è arrivata la promozione a commissario, poi quella a vicecomandante. Dal 1° settembre del 2022 è comandante.
E’ stato naturale per me e per i miei collaboratori scegliere Beppe dopo il pensionamento di Facchini. Una scelta maturata in anni di esperienza e gavetta. Un’attitudine a ricoprire il suo ruolo con uno sguardo sempre attento alle persone, alle ricadute delle nostre scelte e decisioni sulla vita dei rivaltesi, sempre pronto ad offrire, nel rispetto delle norme, una soluzione che consentisse di far comprendere e riparare agli errori commessi, un’attitudine, ma direi una predisposizione, a lavorare sulla prevenzione e sull’educazione.
Una scelta condivisa anche dalla stragrande maggioranza di voi, e vi assicuro che quando si tratta di nominare una persona per un ruolo di responsabilità in molti si sentono – anche immeritatamente – all’altezza. Qui non è stato così. Tutti hanno riconosciuto in Beppe le qualità per svolgere il ruolo di Comandante. Io, per il ruolo che ricopro, sono assolutamente soddisfatto della scelta: so di avere al mio fianco non solo un Comandante della Polizia Municipale, ma anche una persona con cui confrontarmi e da cui imparare, una persona che sa coniugare il rigoroso rispetto delle regole con l’empatia e l’umanità necessaria fare anche di questo lavoro uno strumento di crescita della nostra comunità.
Oggi, inoltre, festeggiamo con una punta di orgoglio in più la ricorrenza del santo patrono delle Polizie municipali. Consegniamo la medaglia regionale per meriti speciali a tre agenti del nostro comando: Claudia Bauducco, Elisabetta Ferrara e Giovanni Gadaleta.
Poco meno di un anno fa hanno portato a termine con successo un compito che ha permesso di salvaguardare la salute e la sicurezza di un nostro concittadino. Allertati dalla moglie che dalla mattina aveva perso i contatti con il marito uscito di casa per una passeggiata al Truc Monsagnasco la pattuglia – coordinata dal comandante Tisi – riusciva a localizzare tramite gps e grazie a un app di tracciamento l’uomo e a raggiungerlo in breve tempo: disorientato e indebolito non era più riuscito a ritrovare la strada di casa. Una storia finita bene, che ha rafforzato la fiducia della nostra comunità nel vostro lavoro.
“Ars Nostra Vis Urbis” è l’antico motto latino della Polizia Locale italiana. Significa “La nostra arte è la forza della Città”.
Mi piace molto che la parola forza, che spesso viene assimilata a lotta, armi e conflitto, viene invece affiancata all’arte, che richiede, per diventare grande, passione, dedizione, studio, empatia e condivisione. Continuate a coltivare questa arte, ne va del prestigio e dell’aurevolezza del Comando a cui appartenete e della Città che servite.
Grazie a nome della Città per quello che fate e per come lo fate.



