
A Rivalta con la Tazza Blu si discute di come prevenire il suicidio tra gli adolescenti
Questo il mio breve intervento di saluto all’interessante incontro organizzato da @La Tazza Blu sul tema della prevenzione del suicidio in adolescenza con tanti esperti del settore e tanti cittadini ad ascoltare.
“Grazie Rocchina per questo appuntamento che ogni anno organizzi a Rivalta insieme alla tua associazione e un benvenuto a chi con te oggi pomeriggio proverà a fornirci qualche strumento per rispondere alla domanda delle domande: cosa possiamo fare per prevenire i suicidi in età adolescenziale?
Competenze diverse, mestieri diversi, approcci diversi, ma stesso obiettivo.
La Tazza blu – con i suoi incontri, con i suoi servizi a supporto di adolescenti e famiglie, con i suoi richiami all’attenzione su un tema che è la cenerentola della nostra sanità pubblica – ci obbliga come una goccia che scava nella roccia a confrontarci su un tema di una complessità e di una enormità che molti di noi qui dentro penso vogliano fuggire.
Perché la complessità ci spaventa, perché pensiamo che a noi no, perché siamo certi che i nostri figli ci dicano tutto, perché noi siamo attenti, perché, perché, perché.
Perché abbiamo paura e per questo ci auto assolviamo in anticipo.
Eppure i numeri sulla salute mentale sono impietosi e ci raccontano una realtà che non riguarda solo una minoranza o determinate categorie di cittadini.
In Piemonte si stima che circa 850.000 – 900.000 persone convivano con situazioni di disagio psicologico, disturbi mentali sottosoglia o sofferenza psichica. Oltre il 20% della popolazione della nostra Regione. Una piemontese ogni 5.
E cosa fa la Sanità Piemontese di fronte a questi numeri: investe meno della media nazionale come spesa procapite – 64 euro fronte dei 75 nazionali di media – lontani anni luce dai 115 euro del Trentino.
Guardate insieme ad Agnese e Alessia in questi giorni stiamo affrontando con alcune famiglie rivaltesi un tema: che solo apparentemente c’entra con l’argomento di questa sera, o forse perché ci convinciamo di essere la famiglia del mulino bianco immune da qualsiasi contagio: episodi di bullismo, challenge tra ragazzini, sfide a chi ha più coraggio con montepremi finale.
Quanto realmente conosciamo i nostri figli, quanto sappiamo di loro, quanto li proteggiamo e quanto invece li stiamo danneggiando. Non è facile essere genitore oggi, ma questa non può essere una frase auto assolutoria.
Se questa è la parte del Sergio Sindaco, quella del Sergio privato, se ce l’ho ancora questa sfera non ne sono certo, in questi due anni ha sbattuto la faccia su almeno tre casi di figli e figlie di amici o conoscenti miei o di mia moglie che hanno tentato, a volte riuscendoci, di compiere il gesto estremo del togliersi la vita in età adolescenziale.
E quindi ben venga l’impegno, la tenacia, la forza del mondo associativo, del privato sociale e dei pochi, troppo pochi, medici, psicologici e psicoterapeuti impegnati nel settore pubblico.
Rocchina, hai saputo dare un senso alla prova più dura che può capitare ad una mamma, ad un genitore. Ne conosco anche un’altra che di fronte ad un destino crudele è riuscita a rimettere insieme i pezzi suoi e a dare forza al resto della famiglia.
Continua così, fallo per te e fallo per noi.
Buon pomeriggio a tutte e tutti noi.”
Rivalta di Torino, 10 ottobre 2026