LA MAT INAUGURA IL SUO TERZO STABILIMENTO: ECCELLENZA, VISIONE E ORGOGLIO

inaugurazione MAT

Martedì sono stato invitato da Paolo Garella all’inaugurazione del terzo stabilimento della MAT, Manifattura Automobili Torino, una realtà che dal 2014 è presente sul nostro territorio.  La MAT progetta, sviluppa, ingegnerizza e produce autovetture di lusso e progetti unici. Per capire l’eccellenza, la visione e la bellezza di quello che producono date uno sguardo al sito https://manifatturaautomobilitorino.com/ o cercate in rete.

Qui sotto invece il mio intervento all’inaugurazione:  

Grazie dell’invito che avete voluto rivolgermi e grazie per avermi dato la possibilità di portare il mio saluto a nome della Città a questo evento.

Inaugurare l’ampliamento di una realtà industriale, sapere che nonostante tutto – e nel tutto ci metto anche le mancanze del Comune – ci sono ancora imprenditori che hanno voglia di scommettere sul futuro e fare impresa è una delle cose belle che possono capitare a un sindaco.

Compreso, ovviamente, vedere con i propri occhi la scintilla che anima Paolo Garella.

Rivalta è stata per decenni associata alla FIAT, al grande stabilimento che ha iniziato a produrre auto nel 1967 – e che ha chiuso nel 2002 – a pochissimi chilometri da qui. Quando si parlava di Rivalta l’immagine che a tutti veniva in mente era la passerella di via Primo Maggio con l’iconica scritta FIAT bianca su sfondo blu.

Oggi non è più così. I 18.000 operai che entravano e uscivano non ci sono più e al posto delle auto lì si fanno altre cose.

Oggi Rivalta è conosciuta per altro, ha saputo cambiare il suo volto puntando sulla valorizzazione del suo patrimonio naturalistico, storico e culturale. Una cosa, però, non è cambiata: il suo attaccamento al mondo dell’auto.

La MAT e le altre aziende che qui intorno continuano ad investire sui motori ci dimostrano quello che già antichi filosofi – a partire da Platone – ci dicevano: che le idee non nascono nel vuoto. Hanno bisogno di un ecosistema per nascere, crescere e non morire.

Rivalta, e Torino, offrono proprio questo: competenze storiche, centri di ricerca, ingegneria, quel saper fare che si tramanda di generazione in generazione.

E questo ecosistema non si può esportare, delocalizzare, copiare.

Qui si respira ancora l’ingegno, la cura dei dettagli, la sperimentazione, l’amore per un lavoro che è unico, irripetibile a metà tra l’industria e l’artigianato. È qui che si percepisce davvero quella etica del “saper fare bene” tutta piemontese e sabauda raccontata cinquant’anni fa da Primo Levi ne “La chiave a Stella”.

Entrare alla MAT – me lo racconta con orgoglio il papà di un vostro dipendente – significa entrare nel futuro, uno stabilimento che scardina il concetto classico della metalmeccanica fatta di olio, grasso e tute sporche per abbracciare l’ingegneria specializzata, l’elettronica, la precisione. Sembra di entrare più in un ambulatorio medico che in una officina

Con le debite proporzioni tecnologiche e temporali la MAT assomiglia – per la visione, per la voglia di sperimentare, per le intuizioni che qui nascono – alle boite che a cavallo tra Otto e Novecento hanno anticipato a Torino la nascita della grande fabbrica automobilistica. 

Ecco perché mi piace pensare che sia l’aria di Rivalta, quello che è successo qui in tanti anni di storia e lavoro, che ha favorito la nascita, la crescita e lo sviluppo della MAT.

Ecco perché penso che nonostante tutto Rivalta e Torino continueranno ad essere un riferimento mondiale per l’intero settore dell’auto.

Lunga vita alla Manifattura Automobili Torino, di Rivalta.

Rivalta di Torino, 27 ottobre 2026