IL QUARTIERE DEI MIRACOLI. 50 ANNI DI CALCIO A TETTI FRANCESI

Per celebrare i 50 anni dalla fondazione del Gruppo Sportivo Tetti Francesi, Jacopo Bianchi, giornalista, ha scritto un libro per ripercorrerne la storia e le gesta sportive, ma soprattutto quelle sociali.

Ho avuto il piacere, insieme a Nicola Lentini, di scrivere l’introduzione. Lo abbiamo presentato ieri sera, anche se il libro era pronto già da oltre un mese.

Se vi va di continuare la lettura del libro lo potete richiedere al Gruppo Sportivo o al Comune.

“La storia di una squadra di calcio di periferia è fatta di risultati, proprio come quella di qualsiasi altra società, professionisti compresi. Ma sui campi ritagliati tra le strade all’ombra dei palazzi di quartiere, campi spesso irregolari, con le linee laterali che si perdono tra i ciuffi d’erba e un’area di rigore mai marcata così bene, a fare la differenza non sono i campioni, gli sponsor o i guru della tattica che dalla panchina dettano gli schemi. La marcia in più, il vero valore insostituibile è la buona volontà. Di chi corre dietro la palla e di chi fa in modo che quella palla possa correre, quest’anno e anche il prossimo.

Il Tetti Francesi – come raccontano le pagine che seguono – ha mosso i primi passi in una calda estate del 1971, in un contesto sociale caratterizzato da difficoltà e contraddizioni tipiche delle cittadine della prima cintura metropolitana di Torino, alle prese con un’urbanizzazione scandita più dai tempi della fabbrica che dai piani regolatori.

Giocare a pallone, fare gruppo, per molti ragazzi di quegli anni ha rappresentato un’occasione per crescere con valori nuovi. Dieci giocatori su 11 della Prima Squadra arrivavano tutti da Rivalta, anzi proprio dalle case di Tetti Francesi, a testimonianza di quanto fosse attrattiva e inclusiva l’esperienza calcistica.

E se oggi Tetti Francesi è un quartiere diverso, un quartiere in cui la parola solidarietà fa rima con integrazione, in cui proprio grazie ai tanti dialetti e ai tanti colori si avverte un forte senso di comunità, questo lo si deve anche a quel grande rettangolo verde.

Per una città e per chi la amministra poter contare su una – o su più, come succede a Rivalta – società sportiva, attiva e attenta alle trasformazioni del tessuto sociale nel quale opera, è una ricchezza. Lo è per chi la frequenta, da socio, da dirigente, da sportivo, lo è ancora di più per i più giovani, per quelle bambine e quei bambini che per la prima volta provano a misurarsi con lo sport. Soprattutto oggi, dopo che la pandemia sembra aver spento nelle ragazze e nei ragazzi la voglia di praticare una disciplina, individuale o di squadra e in appena 16 mesi la percentuale di giovani che fanno sport si è dimezzata, passando dal 59 al 30%.

Da mezzo secolo, però, il sodalizio gialloblu lo sport lo insegna e lo pratica ed è un presidio sul territorio, motivo d’orgoglio sportivo per tutta Rivalta. Forse perché il progettoTetti è fatto di piccoli e grandi successi, di salvezze insperate e promozioni che hanno dell’incredibile, culminate con l’approdo in Prima Categoria del 2001, rimasto indelebile nella memoria di molti.

Oggi la società, con l’appoggio dell’amministrazione comunale, continua il suo lavoro di inclusione e si prepara ad essere ancor più punto di riferimento per il quartiere e per la città, investendo risorse e idee per rendere il calcio e l’attività sportiva veramente per tutti, senza lasciare indietro nessuno.

Siamo sicuri lo farà anche per i prossimi cinquant’anni con lo stesso spirito, entusiasmo e generosità che l’hanno contraddistinta sino ad ora.

Buon compleanno e forza Rivalta Tetti Francesi!”

Sergio Muro, Sindaco Città di Rivalta di Torino 

Nicola Lentini, assessore allo Sport Città di Rivalta di Torino

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